«Sia invece il vostro parlare
sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno». (Matteo 5, 33 - 37)
Al nuovo eletto al soglio
pontificio, Francesco primo, rivolgiamo le domande alle quali una parte non
trascurabile degli uomini e delle donne di tutto il mondo attende risposta da
tempo immemore, sperando che un papa che si è voluto chiamare come il povero,
onesto santo di Assisi non si sottragga, come i suoi predecessori.
1) Alcuni dei
precedenti pontefici hanno rivisto (e in alcuni casi si sono anche scusati a
nome della Chiesa per gli errori commessi) le loro posizioni storiche e
dottrinali sugli ebrei, sul ruolo delle donne (una volta persino ritenute prive
di anima), sullo schiavismo coloniale, sull'esistenza del limbo, e altro
ancora. Lei ritiene che la sua Chiesa abbia ancora autorevolezza quando afferma
le sue idee sull'omosessualità, e sugli altri cosiddetti "temi
etici"? Non ritiene possibile che anche su questo la dottrina ufficiale
possa commettere errori?
2) Perché la sua
Chiesa si è data così tanto da fare, per così tanti anni, per nascondere e
insabbiare i numerosissimi e terribili casi di pedofilia clericale, e che senso
ha fare un mea culpa, a scandalo già esploso, senza modificare sostanzialmente atteggiamento
nei confronti della giustizia ordinaria e delle famiglie delle vittime degli
abusi? Inoltre, il celibato sacerdotale sotto il suo pontificato potrà essere
messo in discussione?
3) Perché continuare
a mantenere un distacco così ampio tra la dottrina ufficiale della Chiesa e le
esperienze maturate sul campo dai tanti vostri ministri in "prima
linea", davanti ai problemi e necessità degli uomini del ventunesimo
secolo? Perché le idee dei cosiddetti "preti di strada" e di molti
missionari sono spesso così distanti da quelle dei vertici della Chiesa, se
tutti seguite gli insegnamenti dello stesso Cristo?
4) Perché tanta
diffidenza nei confronti della non credenza? Invece di cercare un confronto
autentico, seppure aspro, e avere l'umiltà di ascoltare e - se è il caso - di
imparare, conservando il rispetto e - di più - l'amore che come cristiani
dovreste a tutti?
5) Interpreta ancora
come imprescindibile l'invito di Cristo nel vangelo ad andare e «convertire
tutte le genti» fino al punto da cercare di imporsi ovunque e con ogni mezzo,
inclusi quelli non rispettosi delle credenze o non credenze altrui, e disonesti
intellettualmente (veda la domanda sottostante)? Come vi ponete di fronte alla
evidente impossibilità di convertire il mondo intero?
6) Non ritiene che la
fede e la religione abbiano nella forza che gli dovrebbe venire da Dio spunto
sufficiente a proporsi da sole senza l'aiuto del potere politico, e la sua
complicità? Non ritiene che cercare favori e scorciatoie (ad esempio,
l'insegnamento pressoché obbligatorio della religione cattolica nelle scuole
pubbliche o i finanziamenti di stampo truffaldino come l'otto per mille - in
Italia, le continue ingerenze nell'attività legislativa dei parlamenti
nazionali, ecc.) sia offendere la fede e Dio stesso, manifestare nei suoi
confronti una grande mancanza di fiducia? Non ritiene che il cristiano debba
semmai convertire con l'esempio e con la propria coerenza, invece che con
questi mezzi? Che il concetto di "valori non negoziabili" sia
intollerabilmente arrogante, oltre che improduttivo, inadatto a stabilire un
dialogo vero e costruttivo?
7) Perché la sua
chiesa non riesce a realizzare quel distacco dai beni materiali comandato dal
fondatore della Chiesa stessa, e vissuto dal santo da cui lei ha preso il nome?
A che scopo, ad esempio, mantenere un onerosissimo patrimonio immobiliare a
spese di fedeli e cittadini tutti, a che scopo mantenere un istituto di credito
(su cui pendono molte ombre) guidato da personaggi che si comportano come
affaristi veri e propri, cercando per di più intollerabili privilegi fiscali
blandendo il potere politico?
8) Nei confronti
della scienza, la Chiesa è sempre andata a rimorchio, prendendosi un tempo
insostenibilmente lungo prima di accettarne le scoperte e teorie, e il
progresso scientifico e tecnologico che queste hanno comportato. Ritiene che
per la Chiesa sia arrivata l'ora di cambiare approccio rispetto al metodo scientifico
o lo considera ancora una minaccia alla religione?
9) Come intende
operare per risolvere i numerosi problemi che la Chiesa ha al suo interno e che
ne minano ulteriormente la credibilità? La coerenza con la sostanza della
vostra fede è ancora un valore imprescindibile per le gerarchie, e
l'organizzazione secolare della Chiesa di Cristo ha ancora bisogno di
bizantinismi, apparati costosi da mantenere, procedure e liturgie tanto
complesse?
10) Vuole dire
qualcosa, infine, sul suo ruolo durante la dittatura militare in Argentina?
Pubblicato ieri qui.

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