Io vorrei farmi convincere dal M5s, davvero. Perché su molti temi, tra
loro e il resto dell'arco parlamentare davvero non c'é confronto: dalla laicità
e i diritti civili - quello che mi preme di più - alla lontananza dalle lobby
storiche (dalla finanza alle mafie, passando per il potere clericale) e altri
sistemi di potere, da qualche idea sul welfare alla tutela dell'ambiente e del
paesaggio, fino alla rinuncia fattiva al finanziamento pubblico.
Ma resto quanto meno perplesso dai segnali contraddittori e preoccupanti
che mandano praticamente da sempre: anzitutto, immancabilmente e puntualmente,
rimango travolto e allibito dalla pervicacia con la quale riescono sempre a
mandare tutto in vacca, e rovinare quel poco di buono che combinano. Dalle
liste di proscrizione dei giornalisti scomodi (cosa che resta un segnale
orribile, comunque la si giri) alle fisime ridicole come le scie chimiche, il
chip sottopelle e via cazzeggiando, alla violenza verbale con la quale si
esprimono elettori e simpatizzanti del Movimento, troppo spesso aizzati come cani da guardia dal Capo in persona, e che ha molto a che fare con
la comunicativa dell'era fascista (che gli piaccia o no). Perché a volte il
linguaggio e le intenzioni coincidono. Fino alla gazzarra di questi giorni in Parlamento, che serve ed è sempre servita a stuzzicare la pancia del proprio elettorato; come se non ne avessimo avuti e ancora abbiamo, di partiti e politici che parlano alla pancia invece che alla testa. Un movimento davvero rivoluzionario dovrebbe educare i suoi elettori e sostenitori, è da qui che deve cominciare la rivoluzione civile di cui questo paese ha bisogno.
Poi - questione centrale che riguarda il Movimento - c'è la farraginosità
con la quale si ricorre a quella specie di ordalia che è la
"consultazione" degli iscritti a votare sul blog di Beppe Grillo:
quelle poche migliaia di attivisti che hanno scelto il sistema di voto
proporzionale, per esempio, quanto e come erano informati su cosa stavano
votando? E' una questione di sostanza, ma soprattutto di metodo: su questi temi
così importanti, che riguardano tutti e sessanta milioni di cittadini e non
solo i fans grillini, come si può decidere in maniera così
approssimativa facendo "votare" qualche migliaio di attivisti non si
sa se e come informati, magari perché i leader non hanno idee al riguardo?
Perché quando i leader le idee ce le hanno, allora esercitano il loro
potere sul movimento, e scatta il richiamo e la censura; basta tirare il guinzaglio e salta fuori quella
propensione dei parlamentari Cinque stelle a farsi telecomandare dai loro vertici, che sono
proprio "vertici" - Grillo e Casaleggio - e non "megafoni", a dispetto di quello che dicono di loro. Cosa che mette tutto il movimento nelle mani esclusive di questi due soli soggetti
sulla cui saldezza psicologica - a leggere quello che scrivono a volte -
vengono ogni tanto dei dubbi. Lo stop arrivato dall'alto sull'abolizione della
Bossi-Fini, per esempio, è stato un brutto segnale, e denuncia anche la scollatura
che c’è non tra la “base” e gli eletti, ma tra gli eletti e i vertici. E se
fossero stati al governo?
Roberto Fico disse in TV che il M5s è un «movimento post ideologico»;
sarà, ma c'é sicuramente una rigidità dogmatica che non è così tanto differente
dall'ideologia: rifiutare a priori e a prescindere ogni tipo di collaborazione
con gli altri partiti onde evitare "contaminazioni", perché gli
"altri" sono tutti (tutti) uguali. E' quello che gli ha fatto perdere
(a loro ma soprattutto a tutti noi) l'occasione storica, che potrebbe essere
stata unica e irripetibile, di incidere veramente e profondamente nel sistema
paese e realizzare davvero una rivoluzione, rifiutandosi di trattare una forma
di non belligeranza (non una proposta di alleanza politica) con Bersani all'indomani delle elezioni in cambio di pochi punti chiari, e
spingendo il partito di quest'ultimo alle cosiddette "larghe intese".
Tanto peggio tanto meglio, deve aver pensato la leadership del M5s.
Questa è stata una scelta che ancora grida vendetta, e che - per quanto
mi riguarda - non gli perdonerò mai.
Ultima modifica: 5 febbraio 2014, ore 11.00

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