Nella noiosa cronaca di questi
giorni della ennesima crisi dei partiti, impegnatissimi a sopravvivere in
qualche modo alla loro involuzione, sono - per ora - passate in sordina tre
notizie che, messe insieme, denotano una volta di più come la società cambia e
si evolve malgrado la politica; o per meglio dire, l'assenza della
politica.
Visto l'immobilismo del
Parlamento, che ancora non ha affrontato seriamente il tema delle unioni
civili, il Consiglio nazionale del Notariato ha pensato di dare un segnale
presentando la giornata dedicata ai "Contratti di convivenza": un Open
day che si svolgerà il 30 novembre in tutta Italia presso i Consigli
notarili distrettuali. Dal 2 dicembre i notai stileranno, a favore delle coppie
di fatto che lo chiederanno, degli accordi scritti di convivenza, che
disciplineranno aspetti come la proprietà dei beni, il mantenimento del
convivente ove necessario e il contributo alla vita domestica, implicando
l'obbligo giuridico delle parti che sottoscriveranno l'atto.
A Bologna, intanto, il Tribunale
minorile ha concesso l'affido temporaneo di una bimba a una coppia omosessuale,
perché secondo i servizi sociali la coppia garantisce la stabilità affettiva e
solidità economica di cui necessita il mantenimento della minore. La bimba
conosce bene i due tanto da chiamarli "zii" malgrado non ci siano
relazioni dirette di parentela, e l'affido si è reso necessario per il
difficile contesto familiare in cui vive. Secondo Franco Grillini, storico
leader dell'associazionismo glbt, «la decisione del tribunale di Bologna ha un
forte significato politico, culturale e sociale e stabilisce finalmente che le
coppie LGBT sono come le altre, fatto già acclarato da tonnellate di studi
internazionali. Se poi si considera che la bimba conosce la coppia, si è ha una
continuità del processo educativo e relazionale, quindi chiunque è in grado di
svolgere bene un tale compito, deve poterlo fare, basta pregiudizi in base
all'orientamento sessuale».
A Roma, infine, Ignazio Marino si
è ufficialmente schierato a favore di matrimonio e adozioni per le coppie
omosessuali. Il sindaco della capitale ha dichiarato di non aver paura «a
pronunciare la parola matrimonio tra omosessuali. E non ho alcuna contrarietà
anche all'adozione purché venga fatta nell'interesse primario del bimbo o della
bimba». L'aula del Campidoglio affronterà a breve la proposta della maggioranza
per istituire un registro delle unioni civili, sia etero che omosessuali.
In tutti i casi, scontate le
reazioni di clero e clericali. Ad esempio Gianni Alemanno, ex sindaco della
capitale che ha guidato la giunta più clericale degli ultimi decenni, ha
affermato: «È il Parlamento nazionale che nel bene o nel male si deve occupare
di queste questioni che per altro contrastano con quanto previsto nella nostra
Costituzione repubblicana».
Ad Alemanno e ai suoi sodali
sfugge che l'esistenza delle coppie di fatto e delle famiglie omo genitoriali
sono realtà oggettive e in crescita, come certificato anche dall'Istat nel suo
censimento, e una loro regolamentazione è necessaria e sempre più urgente,
oltre che doverosa. Se sono altri poteri dello Stato o associazioni di
categoria ad occuparsene, questa non può essere considerata un'invasione di
campo. E' piuttosto una supplenza alla latitanza della politica, nella quale i
cattolici stessi sono piuttosto ben rappresentati: non ha senso rivendicare la
centralità del Parlamento (questo è l'argomento preferito) quando il Parlamento
non se ne vuole occupare, ed è pretestuoso il continuo richiamo alla
Costituzione, quando questa non impedisce in alcun modo una regolamentazione
della materia. Anche la Consulta e la Corte di cassazione si sono più volte
occupate della questione: ad esempio la Cassazione ha recentemente affermato
(sentenza n. 601 del 2013) che «è un mero pregiudizio che sia dannoso per
l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia
incentrata su una coppia omosessuale». Dunque, non ci sono alibi.
Allora, forse gioverebbe al
dibattito che ognuno si prendesse le sue responsabilità; quella dei cattolici,
in questo caso, è di togliersi la maschera di difensori del diritto costituzionale
e della famiglia, e manifestare con onestà e chiarezza il loro proposito:
tenere il paese ancorato al medioevo, legandogli al piede la pesantissima palla
della loro ideologia reazionaria e disumana.
Pubblicato ieri qui.

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